iron shirt / vest/ golden belll....

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Messaggio  elnagualxxx il Sab Ago 29, 2009 9:49 pm

Ciao,
volevo chiedere a Maurizio e agli altri esperti se hanno avuto
esperienza diretta della "camicia di ferro" sia nelle versione esterna
che interna. In particolare non riesco a capire come si possa condizionare la
spina dorsale(ovviamente parlo delle versione esterne)... mi spiego, anche utilizzando metodi grezzi come il condizionamento
delle tibie nella thai si procurano microfratture che sommandosi provocano il condizionamento,
ma una micorfrattura alla schiena può portare alle peggiori conseguenze, anche nel lungo termine...
insomma, come fanno? So che alcune tecniche mostrate dagli shaolin appartengno più a dei "trucchi" che a delle vere capacità, ma l'iron shirt a intuito mi sembrerebbe qualcosa di possibile...

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Re: iron shirt / vest/ golden belll....

Messaggio  Sifu Maury il Dom Ago 30, 2009 12:29 am

Ciao e un po che non ci facevi visita.

Si ho avuto l'occasione di praticare, però una sola sessione di di stage, quando sono stato alla convention di Kyusho!.
Diciamo che per una sessione da 45 minuti non posso esaudire le tue domande, ma posso dire un po la mia esperienza, di queto stage con le mozioni del passato.

La camicia di ferro e formata da due fattori uno fisico ed uno energetico.

Fisicamnete si cerca di chiudere lo spazio che c'è tra le costole, mentre si cerca di concentrare l'enegia proiettata davanti al punto dove poi viene colpito.

Quello che riguarda l'esibizioni di shaloin e altri, e un misto di trucco e di capacità, solo i trucchi non funzionano solo le capacità non risulterebbe straordinari...quindi qui passo la palla a chi ne sa più di me.....

Mentre il fattore tibia della Thay....e delle micro fratture...sarebbe e un discorso molto lungo e tortuoso, che va da come si fà a indurirle e che danni si subisce...
appena ho un po di tempo ....
Ciao Maury lol!
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Re: iron shirt / vest/ golden belll....

Messaggio  elnagualxxx il Dom Ago 30, 2009 6:46 pm

In realtà quello che mi stavo domandando questi giorni è se
è possibile fare qualcosa per proteggere la spina dorsale, visto
che ho avuto notizie di persone che hanno subito danni permanenti
in nvari sport (compreso lo sci...)....e quindi mi stavo chiedendo se
una parte così delicata non fosse stata studiata per essere protetta in
migliaia d'anni di arti marziali ( per quanto le corazze avranno ridotto di molto
gll studi...). Detto questo, pensi che un calcio di Mirco Crocop(anche al collo, come lui sa dare...) o comunque ai suoi
livelli possa renedere qualcuno infermo?

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Re: iron shirt / vest/ golden belll....

Messaggio  Sifu Maury il Lun Ago 31, 2009 3:35 pm

Se sono state studiate tecniche per rendere la schiena più robusta non saprei, visto che sta dietro e che le corazze sia da guerra che quelle sportive le hanno inventate, forse e il nostro tallone d'achille!! Sad

Credo che a quei livelli, se prendiamo uno mentalmente e fisicamente non preparato a subire colpi, ci rimane secco!! Wink

Da una ricerca hanno calcolato che un coplo di calcio si aggira tra le 400 e le 800 libre, vedi tu!, e come andare a sbattere con la macchina ai 120 Km orari.
come fanno a resistere? la mente e il corpo sono preparati a respingere tali forze!

(la mente e un grande mistero).

Ciao Maury
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Re: iron shirt / vest/ golden belll....

Messaggio  Strogg il Mer Set 09, 2009 12:40 pm

Considera sempre e comunque che l'energia in qualche modo si deve sfogare. Quando io fornisco un carico esterno, tale carico si può sfogare in tensioni o deformazioni. Se irrigidisci l'oggetto in esame, magari puoi avere una parvenza di miglioramento nel comportamento all'impatto. ma ricorda che tutta l'energia esterna si è sfogata in tensioni, e quelle tensioni hanno in realtà indebolito la tua struttura, facilitando un cedimento a fatica che da li a pochi anni si farà sicuramente sentire. Questo sempre che le tensioni non siano così elevate da spaccarti subito! Basta pensare alle macchine: negli ultimi 20 anni è tutta plasticaccia smortante e pezzi che esplodono ovunque proprio per questo motivo. Basta pensare alle ali di un aereo: mentre vola oscillano su e giù di oltre 5 metri. Se le vedi ferme inizia a preoccuparti!

Insomma, per esprimerlo in saggezza popolare: ciò che non si piega, si spezza. Nulla di più vero.
Quindi personalmente non ricerco la salvezza irrobustendo oltremodo una parte del corpo. Piuttosto spero di trovarla, un giorno, grazie all'abilità tecnica. Certo, un minimo di resistenza al colpo bisogna pur sempre svilupparla.

Attenti a non confondere la durezza (resistenza offerta da un materiale a lasciarsi penetrare da un altro) con la resilienza (ossia la capacità di un materiale di resistere a forze di rottura).

Esempi intuitivi sono l'acciaio ed i polimeri (gomme). A primo impatto sembrerebbe che l'acciaio resista meglio ai carichi. Tuttavia, in varie applicazioni in cui si ha necessita di trasmettere carichi di 200'000 kg (missili), tali carichi sono trasmessi mediante polimeri, non acciaio. Questo perchè, pur deformandosi, assolvono al loro compito trasmettendo carichi maledettamente elevati, non raggiungibili con altri materiali. Nel caso delle arti marziali penso che si debba raggiungere il compromesso fra durezza (quel tanto che basta per "limitare i danni" senza, al tempo stesso, incorrere in danni a medio termine) e deformabilità (lavorando sull'elasticità delle articolazioni, dei muscoli). Questo sempre come ultima spiaggia: a mio parere bisogna innanzi tutto applicare principi che tengano conto dei limiti del corpo umano, non della fantasia della radio-ulna indistruttibile, tibia alla gigarobot d'acciaio o fronte vikinga superiore.

Fermandosi al concetto di desensibilizzazione, non credo che comunque ti possa salvare da un calcio alla Mirco Crocop!!!
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